Del resto, miei cari, lo sapete anche voi.
Sono piacente!
E come potrei non esserlo.
Guadagno tanto, ho la Lambo parcheggiata in giardino, tre ville, un orso e 6 gatti.
Cioè...ci siamo capiti.
Ma continuiamo con le cagate che abbiamo abbandonato qualche post fa...
"Amore, è essere appesi a un cornicione e lei taglia la corda"
"Amore è leggere lo stesso libro, ma tu sei pigro come la merda e vai subito al finale e racconti tutto..."
"Amore è cadere dal letto per colpa di un calcio..."
"Amore è spiare il telefono altrui senza permesso!.."
"Amore è non leggere i messaggi del bacio Perugina..."
"Amore è fare sesso in giardino con il vicino che osserva attentamente..."
"Amore è quando lei ti dice: Sono da sola in casa! E tu rispondi: Anche io."
"Amore è chiamarsi alle 3 di notte e svegliarsi incazzati..."
"Amore è abbracciarsi...di inverno..."
"Amore è lanciare un'ancora di salvezza, beccandoti in pieno..."
"Amore è dire che è bella come il sole, ma oggi piove..."
"Amore è prendere due gelati...per lei..."
"Amore è dire: Anche oggi sei sempre più bella. Ma tu sei Bocelli..."
Beh, quanto si può ancora, e quanto si dirà.
Ma per il momento...
Un abbacchio.
mercoledì 8 febbraio 2017
lunedì 28 novembre 2016
Week-end in montagna per due.
"Sembra di volare.
Quando arrivi in montagna, oltre a non sentire nulla, puoi urlare al cielo.
Poi...se c'è tanta neve e tu stai nella parte bassa, sono cazzi tuoi.
Però, il senso di libertà che puoi provare è incredibile."
cit. Ultimo messaggio di un' Alpinista Scomparso
E' ora.
Sono parecchi mesi che cerco di organizzare una vacanza in montagna, per due persone, con idee maliziose nella testa da effettuare davanti al caminetto e racconti dell' orrore a portata di mano per spaventare i bambini che vengono a bussare alla mia porta chiedendo riparo dal freddo.
La macchina è pronta, e stranamente anche la mia compagna non tarda.
I chilometri che facciamo su per le strade, la mia vettura non li sente nemmeno.
Il mio stomaco, sì.
Ho preso una bella casina.
Una di quelle in legno, sassi e pietre, qualche mattoncino di circostanza e tanta ignoranza.
Foto a portata di mano.

Erano mesi che avevo espresso il desiderio di allontanarmi da tutto e da tutti, e finalmente ci sono riuscito.
Dopo qualche ora di viaggio, accompagnati dalla grande musica italiana anni 90', siamo arrivati a contemplare il paesaggio che ci circondava.
Il silenzio regnava sovrano.
Appena entrati nella tana, il freddo si presentò con molta eleganza.
Infatti, tutte le mensole, le sedie, il tavolo e anche le piastrelle del pavimento erano congelate; e mentre tiravo su la donna, perchè lei era già per terra, iniziai a guardarmi intorno.
Osservai in ogni angolo, ovunque potesse essere.
Ma lui non c'era.
La parte fondamentale del mio piano "sessuolico" non era presente, e io, mi sentii già male.
In primis per la mancanza, in "secondis" perchè mi sembra di aver preso una pleurite.
E lei fece la domanda.
Ma il camino, dov'è?
MI AVEVI PROMESSO IL CAMINO E TANTE COCCOLE.
HAI SUSSURRATO AL MIO ORECCHIO SINISTRO CHE AVREMMO GIOCATO ALLA CAVALLINA, SEMPRE NELLA STESSA POSIZIONE!
E IL TWISTER? NON LO RICORDI IL TWISTER?
LE VARIE POSIZIONI? CON LE MANI, IL CORPO...
COME CAZZO GIOCO A TWISTER QUA? A OGNI POSIZIONE SCIVOLO COME IL DISCO DEL CURLING!
SENZA CONTARE CHE AVEVI LETTO HARRY POTTER E LA CAMERA DEI SEGRETI DICENDOMI DI AVER CAPITO TUTTO...SULLA CAMERA DEI SEGRETI!
E IO CHE CI CREDEVO!
GUARDA...
GUARDA...
GUARDA...
E che cazzo guardo? Risposi pacamente..
Ma la lite era già finita.
Lo sfogo, che doveva distruggere i miei sentimenti, in realtà non si destò!
Successivamente...
Molto bene bella gente.
E' tempo di fare una pausa.
Arriverà la seconda parte.
Stay tuned!
Un abbacchio!
Quando arrivi in montagna, oltre a non sentire nulla, puoi urlare al cielo.
Poi...se c'è tanta neve e tu stai nella parte bassa, sono cazzi tuoi.
Però, il senso di libertà che puoi provare è incredibile."
cit. Ultimo messaggio di un' Alpinista Scomparso
E' ora.
Sono parecchi mesi che cerco di organizzare una vacanza in montagna, per due persone, con idee maliziose nella testa da effettuare davanti al caminetto e racconti dell' orrore a portata di mano per spaventare i bambini che vengono a bussare alla mia porta chiedendo riparo dal freddo.
La macchina è pronta, e stranamente anche la mia compagna non tarda.
I chilometri che facciamo su per le strade, la mia vettura non li sente nemmeno.
Il mio stomaco, sì.
Ho preso una bella casina.
Una di quelle in legno, sassi e pietre, qualche mattoncino di circostanza e tanta ignoranza.
Foto a portata di mano.

Erano mesi che avevo espresso il desiderio di allontanarmi da tutto e da tutti, e finalmente ci sono riuscito.
Dopo qualche ora di viaggio, accompagnati dalla grande musica italiana anni 90', siamo arrivati a contemplare il paesaggio che ci circondava.
Il silenzio regnava sovrano.
Appena entrati nella tana, il freddo si presentò con molta eleganza.
Infatti, tutte le mensole, le sedie, il tavolo e anche le piastrelle del pavimento erano congelate; e mentre tiravo su la donna, perchè lei era già per terra, iniziai a guardarmi intorno.
Osservai in ogni angolo, ovunque potesse essere.
Ma lui non c'era.
La parte fondamentale del mio piano "sessuolico" non era presente, e io, mi sentii già male.
In primis per la mancanza, in "secondis" perchè mi sembra di aver preso una pleurite.
E lei fece la domanda.
Ma il camino, dov'è?
MI AVEVI PROMESSO IL CAMINO E TANTE COCCOLE.
HAI SUSSURRATO AL MIO ORECCHIO SINISTRO CHE AVREMMO GIOCATO ALLA CAVALLINA, SEMPRE NELLA STESSA POSIZIONE!
E IL TWISTER? NON LO RICORDI IL TWISTER?
LE VARIE POSIZIONI? CON LE MANI, IL CORPO...
COME CAZZO GIOCO A TWISTER QUA? A OGNI POSIZIONE SCIVOLO COME IL DISCO DEL CURLING!
SENZA CONTARE CHE AVEVI LETTO HARRY POTTER E LA CAMERA DEI SEGRETI DICENDOMI DI AVER CAPITO TUTTO...SULLA CAMERA DEI SEGRETI!
E IO CHE CI CREDEVO!
GUARDA...
GUARDA...
GUARDA...
E che cazzo guardo? Risposi pacamente..
Ma la lite era già finita.
Lo sfogo, che doveva distruggere i miei sentimenti, in realtà non si destò!
Successivamente...
Molto bene bella gente.
E' tempo di fare una pausa.
Arriverà la seconda parte.
Stay tuned!
Un abbacchio!
giovedì 24 novembre 2016
La Divano Commedia (quarta parte)
Tutto, e dico tutto, era immobile.
Ma perchè?
Non lo so.
Sta di fatto che la Divina Commedia l'abbiamo letta tutti, quindi, non ci vuole molto a capire che qua, inizia il vero viaggio.
Una frase che di per se non mi creava tanto disagio.
Ma al Don si.
Il mio scellerato rivale che stavo guidando verso l'ignoto perchè l'antico vaso andava portato in salvo...no aspè.
Riformulo.
Il mio scellerato rivale che stavo guidando verso l'ignoto perchè sua mad...no.
Perchè lo stavo guidando?
Non ricordo il momento in cui decisi di essere la sua guida.
Neanche il motivo.
Ma c'ero, e la mia presenza faceva la differenza.
Lo stavo guidando verso l'ignoto perchè un viaggio ha un inizio e una fine.
Avevamo trovato, letto e modificato una parte di un'opera che non doveva essere trovata, ne letta e ne modificata.
Da li partii tutto.
Ora siamo qua.
Nel posto più brutto sulla "Terra", in compagnia di un particolare signora che adorna barchette con motori e minigonne.
Il suo remare, inutile dovuto al motore, metteva in risalto i suoi muscoli e il colore violaceo della sua pelle.
Guardo con aria interessata le anime sotto di noi, ululanti e disperse.
Potremmo fare la loro fine, un giorno.
Sta di fatto che dopo due ore di viaggio, ci siamo trovati nella "tana" del nostro amico.
Ad accoglierci...
- Vabbè ragazzi, mi spiace, ma purtroppo continuerà prossimamente. Restate aggiornati su... la Divano Commedia-
Un Abbacchio
Ma perchè?
Non lo so.
Sta di fatto che la Divina Commedia l'abbiamo letta tutti, quindi, non ci vuole molto a capire che qua, inizia il vero viaggio.
"O' ragazzo da u' rande curazzo,
c 'he prendi la bella mano,
ma per il culo t'attacchi ar cazzo,
la retta via ch' io possa indicarti,
passando da Caronte,
esperto di armi.
Di' veicoli nella sua tana,
Lui presenterà la moglie,
na' porsche-tana."
Caronte, l'amico di una vita... si fa per dire.
Sopra quella sua cazzo di barchetta andava veloce come il Titanic nel momento dello scontro con l'iceberg.
Ma non era una barca di legno come voi, e io, me l'ero immaginata.
Prima di tutto, aveva il motore, era rosa, in marmo, e aveva la struttura di una di quelle barchette che si fanno con la carta.
Ma soprattutto mi colpii una scritta, posta sul fianco.
"RACCOLGO E LANCIO"
Sopra quella sua cazzo di barchetta andava veloce come il Titanic nel momento dello scontro con l'iceberg.
Ma non era una barca di legno come voi, e io, me l'ero immaginata.
Prima di tutto, aveva il motore, era rosa, in marmo, e aveva la struttura di una di quelle barchette che si fanno con la carta.
Ma soprattutto mi colpii una scritta, posta sul fianco.
"RACCOLGO E LANCIO"
Una frase che di per se non mi creava tanto disagio.
Ma al Don si.
Il mio scellerato rivale che stavo guidando verso l'ignoto perchè l'antico vaso andava portato in salvo...no aspè.
Riformulo.
Il mio scellerato rivale che stavo guidando verso l'ignoto perchè sua mad...no.
Perchè lo stavo guidando?
Non ricordo il momento in cui decisi di essere la sua guida.
Neanche il motivo.
Ma c'ero, e la mia presenza faceva la differenza.
Lo stavo guidando verso l'ignoto perchè un viaggio ha un inizio e una fine.
Avevamo trovato, letto e modificato una parte di un'opera che non doveva essere trovata, ne letta e ne modificata.
Da li partii tutto.
Ora siamo qua.
Nel posto più brutto sulla "Terra", in compagnia di un particolare signora che adorna barchette con motori e minigonne.
Il suo remare, inutile dovuto al motore, metteva in risalto i suoi muscoli e il colore violaceo della sua pelle.
Guardo con aria interessata le anime sotto di noi, ululanti e disperse.
Potremmo fare la loro fine, un giorno.
Sta di fatto che dopo due ore di viaggio, ci siamo trovati nella "tana" del nostro amico.
Ad accoglierci...
- Vabbè ragazzi, mi spiace, ma purtroppo continuerà prossimamente. Restate aggiornati su... la Divano Commedia-
Un Abbacchio
lunedì 8 febbraio 2016
Racconto di una settimana di formazione! (Quarta Parte)
"Buongiorno.
Mi chiamo Davide.
Sono il proprietario di: un blog, un bar, un orologio, una mucca, due gatti, un acquario, non dei pesci dell'acquario, di una console, di un computer e forse della mia vita.
Guardo in giro.
Sono in un posto orribile.
La gente mi urta.
E vabbè, capita se sei in mezzo al cazzo."
cit. Un ragazzo tormentato
Vittorio, è la.
Mostra la sua virilità.
Vorrei essere come lui.
Senza paure.
Il tavolo in cui posa è composto da persone di cui conosco ancora poco, o niente.
Sono sociale, potrei parlare con chiunque.
Quindi, per non farmi mancare nulla mi siedo di fronte al "numero uno" citato nei primi post, di fianco alla nerd-apneawoman (che sarà più avanti una delle poche relazioni costanti post corso) e l'arbitro con la passione per l'attore denominato "non ho mai vinto l'Oscarperdio".
Non so cosa dire, ma le parole vengono da se.
Purtroppo, come spesso accade, tutte cazzate.
Ma la gente, inspiegabilmente ride.
Secondo me, il volto che possiedo, rende ogni parola proferita; cazzata o sensata che sia, una scusa per sorridere.
La cosa potrebbe essere divertente, se non fosse che così facendo, non si capisce mai quando scherzo e quando sono serio.
Mangiamo.
Beviamo senza ubriacarci.
Ruttino libero che sposta il locale e via, verso nuovi orizzonti, luoghi da scoprire, emozioni travolgenti e sensi di vuoto.
La cassa.
Non sempre veloce.
Non sempre precisa.
Pagare e uscire, non sempre ti porta ad arrivare in anticipo nel luogo in cui devi tornare.
Infatti, di base, il ritardo torna a farci visita.
Anche con Vittorio che taglia pure le siepi, il risultato non cambia.
L'ho visto spingere sull'acceleratore come solo Schumacher sapeva fare.
Una Punto, che sfreccia a velocità sonica, che si ferma al verde e tampona il mondo col rosso.
Arriviamo con i capelli deformati come chi, pochi minuti prima, aveva finito la paglia post-orgasmo.
Il campanello che suoniamo ripetutamente per diversi minuti non funziona.
Jack ci vede dall'alto.
Una cazzo di visione benevola.
Il resto, una volta rientrati è pura fantasia.
Un Abbacchio
The Blogger.
Sono sociale, potrei parlare con chiunque.
Quindi, per non farmi mancare nulla mi siedo di fronte al "numero uno" citato nei primi post, di fianco alla nerd-apneawoman (che sarà più avanti una delle poche relazioni costanti post corso) e l'arbitro con la passione per l'attore denominato "non ho mai vinto l'Oscarperdio".
Non so cosa dire, ma le parole vengono da se.
Purtroppo, come spesso accade, tutte cazzate.
Ma la gente, inspiegabilmente ride.
Secondo me, il volto che possiedo, rende ogni parola proferita; cazzata o sensata che sia, una scusa per sorridere.
La cosa potrebbe essere divertente, se non fosse che così facendo, non si capisce mai quando scherzo e quando sono serio.
Mangiamo.
Beviamo senza ubriacarci.
Ruttino libero che sposta il locale e via, verso nuovi orizzonti, luoghi da scoprire, emozioni travolgenti e sensi di vuoto.
La cassa.
Non sempre veloce.
Non sempre precisa.
Pagare e uscire, non sempre ti porta ad arrivare in anticipo nel luogo in cui devi tornare.
Infatti, di base, il ritardo torna a farci visita.
Anche con Vittorio che taglia pure le siepi, il risultato non cambia.
L'ho visto spingere sull'acceleratore come solo Schumacher sapeva fare.
Una Punto, che sfreccia a velocità sonica, che si ferma al verde e tampona il mondo col rosso.
Arriviamo con i capelli deformati come chi, pochi minuti prima, aveva finito la paglia post-orgasmo.
Il campanello che suoniamo ripetutamente per diversi minuti non funziona.
Jack ci vede dall'alto.
Una cazzo di visione benevola.
Il resto, una volta rientrati è pura fantasia.
Un Abbacchio
The Blogger.
venerdì 29 gennaio 2016
Racconto di una settimana di formazione! Terza Parte
"E' strano.
Mi trovo a mio agio in mezzo a queste persone.
Danilo, sebbene sia un disagiato quasi quanto me continua a scrutare sagome femminili che possano suscitare un SUO interesse interiore.
Vittorio, da che mondo è mondo, ha il tipico comportamento di chi ne sa su tutto, poi,in genere, abbassa lo sguardo quando è pentito.
Almeno così dice, mentre aveva davanti Giulia.
Tipica ragazza, fornita di palmares, che evidenzia caratteri tipici di un uomo, che, secondo lei, ci sta provando con la sua persona."
E' un team di ritardati, e io forse, ne sono il capo.
Gente fantastica, con cui andrò a cena fuori un giorno.
In un futuro lontano.
Siamo in quattro per ora.
In realtà, come ben vedremo dalla mia storia, si aggiungerà una ragazza che pratica l'apnea ad aria, un grafico versione femminile nettamente migliore di me (e probabilmente l'unica sana del gruppo), Jack, un cocainomane che gioca a basket, e il muto, chiaramente il numero uno.
Perchè si sa, chi non dice un cazzo, ha sempre ragione.
Sono tre ore e mezza che ci lanciamo sta palla rosa.
Ormai, dalla stanchezza, sto lanciando anche le mie.
C'è gente che si diverte.
Altri che fanno finta di divertirsi.
E lei, li, sempre in piedi.
Scopro, nell'arco della giornata, che la signora, o nostra docente che sia, ha una piccola casa editrice; e senza ulteriori indugi, le propongo questa figata di blog,
Parliamo di tutto.
Dalla sinossi alla manifattura, dal pubblicarlo con i miei soldi al ridere per pensare di pubblicarlo con i miei soldi.
Allora mi faccio avanti.
Lei vuole leggerlo questo blog, allora di tasca mia le scrivo, con una penna BIC, il sito.
Sono sicuro che mi richiamerà.
E arrivano le 13:00.
Partono le bombe a mano.
La gente suda di felicità...
Il cazzo.
Fa un freddo cane la dentro.
Cerchiamo di capire dove possiamo aumentare a dismisura la dimensione del nostro stomaco, quando, ad un certo punto Danilo, sparisce senza lasciare traccia di se.
Sto stronzo.
Il suo abbandono mi ferisce anima e corpo.
Non come farò io appena torna, ma quasi.
Spunta una ragazza dall'apnea, e fa: Ma andiamo all'American Graffiti!
Mentre la ricaccio sott'aria, penso che ha avuto una bellissima idea.
Quindi, prenoto e chiamo Vittorio.
Sarà lui, che mi farà d'autista.
Si aggiungono alla scorta, la donna-palmares con gli occhiali, il sub, e la "thegraphicdesigner".
Tanta roba.
Per arrivare all'American, Vittorio, che di guida ne sa, vìola circa tutti i codici della strada, tra cui il "non danneggiare camion parcheggiati da ore".
Taglia le rotonde, rutta a naso chiuso, alza il gomito e canta "non me lo so spiegare" di Tiziano Ferro.
Appena arriviamo la donna-palmares mi fa l'occhiolino.
Ci provo io, ma l'occhio mi fa male...era un avvertimento.
Sto cazzo di Vittorio mi ha dato una gomitata e mi ha fatto una serigrafia nera attorno alla pupilla.
Non la passerà liscia.
Da ultimo, scavalco la porta del locale.
Mi aspettano li.
Seduti, composti.
Sembriamo dei signori.
In realtà sto guardando il tavolo sbagliato.
Eccheccazzo.
Vittorio fa l'elicottero, mi accingo a raggiungerlo.
-----> Più avanti, la quarta parte. (di questo passo, prima di fare la settimana, auguri!)
Un Abbacchio!
Mi trovo a mio agio in mezzo a queste persone.
Danilo, sebbene sia un disagiato quasi quanto me continua a scrutare sagome femminili che possano suscitare un SUO interesse interiore.
Vittorio, da che mondo è mondo, ha il tipico comportamento di chi ne sa su tutto, poi,in genere, abbassa lo sguardo quando è pentito.
Almeno così dice, mentre aveva davanti Giulia.
Tipica ragazza, fornita di palmares, che evidenzia caratteri tipici di un uomo, che, secondo lei, ci sta provando con la sua persona."
E' un team di ritardati, e io forse, ne sono il capo.
Gente fantastica, con cui andrò a cena fuori un giorno.
In un futuro lontano.
Siamo in quattro per ora.
In realtà, come ben vedremo dalla mia storia, si aggiungerà una ragazza che pratica l'apnea ad aria, un grafico versione femminile nettamente migliore di me (e probabilmente l'unica sana del gruppo), Jack, un cocainomane che gioca a basket, e il muto, chiaramente il numero uno.
Perchè si sa, chi non dice un cazzo, ha sempre ragione.
Sono tre ore e mezza che ci lanciamo sta palla rosa.
Ormai, dalla stanchezza, sto lanciando anche le mie.
C'è gente che si diverte.
Altri che fanno finta di divertirsi.
E lei, li, sempre in piedi.
Scopro, nell'arco della giornata, che la signora, o nostra docente che sia, ha una piccola casa editrice; e senza ulteriori indugi, le propongo questa figata di blog,
Parliamo di tutto.
Dalla sinossi alla manifattura, dal pubblicarlo con i miei soldi al ridere per pensare di pubblicarlo con i miei soldi.
Allora mi faccio avanti.
Lei vuole leggerlo questo blog, allora di tasca mia le scrivo, con una penna BIC, il sito.
Sono sicuro che mi richiamerà.
E arrivano le 13:00.
Partono le bombe a mano.
La gente suda di felicità...
Il cazzo.
Fa un freddo cane la dentro.
Cerchiamo di capire dove possiamo aumentare a dismisura la dimensione del nostro stomaco, quando, ad un certo punto Danilo, sparisce senza lasciare traccia di se.
Sto stronzo.
Il suo abbandono mi ferisce anima e corpo.
Non come farò io appena torna, ma quasi.
Spunta una ragazza dall'apnea, e fa: Ma andiamo all'American Graffiti!
Mentre la ricaccio sott'aria, penso che ha avuto una bellissima idea.
Quindi, prenoto e chiamo Vittorio.
Sarà lui, che mi farà d'autista.
Si aggiungono alla scorta, la donna-palmares con gli occhiali, il sub, e la "thegraphicdesigner".
Tanta roba.
Per arrivare all'American, Vittorio, che di guida ne sa, vìola circa tutti i codici della strada, tra cui il "non danneggiare camion parcheggiati da ore".
Taglia le rotonde, rutta a naso chiuso, alza il gomito e canta "non me lo so spiegare" di Tiziano Ferro.
Appena arriviamo la donna-palmares mi fa l'occhiolino.
Ci provo io, ma l'occhio mi fa male...era un avvertimento.
Sto cazzo di Vittorio mi ha dato una gomitata e mi ha fatto una serigrafia nera attorno alla pupilla.
Non la passerà liscia.
Da ultimo, scavalco la porta del locale.
Mi aspettano li.
Seduti, composti.
Sembriamo dei signori.
In realtà sto guardando il tavolo sbagliato.
Eccheccazzo.
Vittorio fa l'elicottero, mi accingo a raggiungerlo.
-----> Più avanti, la quarta parte. (di questo passo, prima di fare la settimana, auguri!)
Un Abbacchio!
martedì 26 gennaio 2016
Continuo del racconto di una settimana di formazione!
"Sto pensando, prima di sedermi, al motivo di tanta paura.
Non lo so.
Inadeguatezza sociale, imbarazzo, puzzo?
Tutto si riduce a niente di fronte a cotanta inutilità.
Non parlo di persone.
Di luogo, momento.
E forse, di entrambi, non ne faccio realmente parte."
cit. Oscar Wilde Wilde West
Vestito in tuta da quattro soldi, un profumo vintage che non finisce mai dal 1988, scarpe fighe effettivamente, orologio costoso per non attirare attenzioni e braccialetto tre volte più grande del polso.
E' così, che mi presento.
La mia botta di culo, se così vogliamo chiamarla è stato conoscere Danilo.
Botta di culo, ulteriore, e sicuramente superiore è stato mettermi nell'angolino.
Nessuno sentirà il bisogno di mettermi in causa.
Ma già alla prima parola del docente, sparo una cazzata.
E li, è cominciato il delirio; con Danilo che si copre la faccia con un rotolo di scottecs per evitarmi e gli altri individui che cantano in coro incitati dal piffero del docente che si rivelerà essere quello sulla sicurezza.
Quindi, da parte mia, visto una volta, visto mai più!
Parlando qua e la, codesta persona stilizzata ci rammenta l'inutilità del corso con testuali parole:
"Ragazzi e ragazze, sono venuto..............qua.......
Beh vi presento la vostra nuova insegnante!
Bella a dopo!"
cit.Un signore stilizzato
Non penso di aver mai visto cotanta "vecchiaia" portata così bene.
Una donna dal volto fiero.
Camminata a testa alta.
Petto in fuori.
E sguardo fisso su di noi.
Unico, piccolo, fulgido, evitabile particolare: una pallina rosa molestissima.
Pallina rosa a cui io non faccio realmente caso, constatando la presenza di un gemello tondo da pallavolo sull'armadio alla mia sinistra.
Però, una domanda mi viene spontanea: Chi posso colpire?
Scruto i tavoli e le sedie.
Davanti a me, siede una ragazza dal volto discretamente truccato e un accento probabilmente della bassa Italia, forse del Molise.
A ruota, si susseguono Calabria, Sicilia, Lazio, e le prime 4 squadre in classifica della serie B.
Danilo intanto, tira giù i numeri di telefono attraverso un book fotografico dove vi è scritto anche i vari codici IBAN.
In teoria, semplice strumento per verificare la presenza degli "alunni".
A metà giornata conterà 5.000€ euro in più sul conto corrente e 6 preservativi usati.
Applaudirò.
Intanto, la docente, che si avvale della sua sapienza della lingua italiana ci invita a fare un gioco poco intelligente ma con molti spunti interessanti per questo blog.
Ovvero, lanciare quella bellissima palla rosa addosso a qualcuno, raccontando, per chi la riceve, un aneddotto sulla propria vita.
Li venne fuori di tutto e conobbi quelli che, qualche ora più tardi sarebbero diventati dei veri e propri delinquenti per colpa mia.
Uno su tutti, Vittorio.
Uomo di tante e oneste parole, con un sex appeal che ha incantato i miei sogni più erotici facendoli diventare suoi.
Vittorio, parlerà di un cammello.
Il cammello, il giorno dopo, parlerà di Vittorio.
Danilo, fa il bastardo e lascia la palla a me e comincio:
"Sono Davide, faccio il gra-fico pubblicitario presso un'Azienda a basso tasso di inquinamento, dove la maggior parte della gente gira nuda con i sandali e calzini.
Sono solo come un cane dentro al mio ufficio, perchè amo poter dare libero sfogo a tutti gli istinti che madre natura ci ha donato.
Spesso lego uno della produzione e lo prendo a pugni per rilassare il polso, che dopo otto ore di mouse non reagisce neanche involontariamente.
Ah, e detto questo, non bevo da un anno."
E tutti: Bravo Davide!
La docente: Grazie per aver condiviso Davide! Qualcun'altro?
Davide: Ma Porco Giuda...
---------->Terza parte domani ragazzi! Stay tuned!
Un Abbacchio!
Non lo so.
Inadeguatezza sociale, imbarazzo, puzzo?
Tutto si riduce a niente di fronte a cotanta inutilità.
Non parlo di persone.
Di luogo, momento.
E forse, di entrambi, non ne faccio realmente parte."
cit. Oscar Wilde Wilde West
Vestito in tuta da quattro soldi, un profumo vintage che non finisce mai dal 1988, scarpe fighe effettivamente, orologio costoso per non attirare attenzioni e braccialetto tre volte più grande del polso.
E' così, che mi presento.
La mia botta di culo, se così vogliamo chiamarla è stato conoscere Danilo.
Botta di culo, ulteriore, e sicuramente superiore è stato mettermi nell'angolino.
Nessuno sentirà il bisogno di mettermi in causa.
Ma già alla prima parola del docente, sparo una cazzata.
E li, è cominciato il delirio; con Danilo che si copre la faccia con un rotolo di scottecs per evitarmi e gli altri individui che cantano in coro incitati dal piffero del docente che si rivelerà essere quello sulla sicurezza.
Quindi, da parte mia, visto una volta, visto mai più!
Parlando qua e la, codesta persona stilizzata ci rammenta l'inutilità del corso con testuali parole:
"Ragazzi e ragazze, sono venuto..............qua.......
Beh vi presento la vostra nuova insegnante!
Bella a dopo!"
cit.Un signore stilizzato
Non penso di aver mai visto cotanta "vecchiaia" portata così bene.
Una donna dal volto fiero.
Camminata a testa alta.
Petto in fuori.
E sguardo fisso su di noi.
Unico, piccolo, fulgido, evitabile particolare: una pallina rosa molestissima.
Pallina rosa a cui io non faccio realmente caso, constatando la presenza di un gemello tondo da pallavolo sull'armadio alla mia sinistra.
Però, una domanda mi viene spontanea: Chi posso colpire?
Scruto i tavoli e le sedie.
Davanti a me, siede una ragazza dal volto discretamente truccato e un accento probabilmente della bassa Italia, forse del Molise.
A ruota, si susseguono Calabria, Sicilia, Lazio, e le prime 4 squadre in classifica della serie B.
Danilo intanto, tira giù i numeri di telefono attraverso un book fotografico dove vi è scritto anche i vari codici IBAN.
In teoria, semplice strumento per verificare la presenza degli "alunni".
A metà giornata conterà 5.000€ euro in più sul conto corrente e 6 preservativi usati.
Applaudirò.
Intanto, la docente, che si avvale della sua sapienza della lingua italiana ci invita a fare un gioco poco intelligente ma con molti spunti interessanti per questo blog.
Ovvero, lanciare quella bellissima palla rosa addosso a qualcuno, raccontando, per chi la riceve, un aneddotto sulla propria vita.
Li venne fuori di tutto e conobbi quelli che, qualche ora più tardi sarebbero diventati dei veri e propri delinquenti per colpa mia.
Uno su tutti, Vittorio.
Uomo di tante e oneste parole, con un sex appeal che ha incantato i miei sogni più erotici facendoli diventare suoi.
Vittorio, parlerà di un cammello.
Il cammello, il giorno dopo, parlerà di Vittorio.
Danilo, fa il bastardo e lascia la palla a me e comincio:
"Sono Davide, faccio il gra-fico pubblicitario presso un'Azienda a basso tasso di inquinamento, dove la maggior parte della gente gira nuda con i sandali e calzini.
Sono solo come un cane dentro al mio ufficio, perchè amo poter dare libero sfogo a tutti gli istinti che madre natura ci ha donato.
Spesso lego uno della produzione e lo prendo a pugni per rilassare il polso, che dopo otto ore di mouse non reagisce neanche involontariamente.
Ah, e detto questo, non bevo da un anno."
E tutti: Bravo Davide!
La docente: Grazie per aver condiviso Davide! Qualcun'altro?
Davide: Ma Porco Giuda...
---------->Terza parte domani ragazzi! Stay tuned!
Un Abbacchio!
Racconto di una settimana di formazione!
"Sono sconcertato.
Una persona del mio calibro che ha bisogno di un corso di formazione per fare quello che già, senza limiti, so fare.
No.
Impossibile.
E poi si sa, ste cose non servono a un cazzo.
Conosci qualche ragazzo spocchioso, la figa di turno, il barbone del paleolitico, quello che puzza, che vomita, prana e mette ombrellini nei bicchieri.
Non ci credo.
E invece..."
Le gambe tremano.
Il freddo si fa lentamente sentire.
Cazzeggio con il telefono, perchè si sa, l'imbarazzo iniziale, anche solo per parlare con qualcuno si fa beffa di noi, quindi, la Samsung diventa il nostro migliore punto d'appoggio.
Cerco messaggi di gente che non sento da anni giusto per rompere i coglioni a qualcuno.
Chiamo persone che probabilmente stanno in Thailandia, e al primo squillo, vedendo il nome del mittente, buttano giù.
Sti stronzi.
Pian piano si avvicinano le nove.
Davanti alla porta, solo un pirla.
Con me, due.
Ma io ancora non lo conosco.
Tendenzialmente non una persona altissima.
Si nasconde tra una maschera di imbarazzo e una cortina di fumo.
Sblocco la situazione chiedendogli: Scusa, è qua il corso di formazione?
E lui: Si è qua, COGLIONE, (sottointeso) c'è scritto sul campanello!
Suono quest'ultimo, (il campanello, non il ragazzo) perchè, nella mia totale genialità immagino che lui non l'abbia fatto.
E mi sbagliavo.
Nessuna risposta.
Provo una quindicina di volte, mi spaventa stare da solo con lui.
Ma niente.
Tutto tace.
Il ragazzo mi guarda con aria da stronzo e mi dice:.... non mi ricordo.
Passano un paio di minuti e arriva una ragazza di cui mi scorderò ben presto il nome.
Alta, sicuramente più del ragazzo, fisico slanciato e poi basta... chi si ricorda.
Man mano che il telefono si scarica, arriva sempre più gente e facciamo un cerchio.
Porco Giuda sembra il ritrovo per alcolisti anonimi.
Sono spacciato, da astemio.
La salvezza si presenta sotto forma di uomo stilizzato.
Per disegnarlo bastano una matita grigia per i capelli e la barba, più qualche ritocchino di beige per il maglioncino e i pantaloni.
Entro in un aula.
O meglio.
Un bunker ghiacciato dove solo l'aria che si respira basta per farti venire una pleurite.
Ci sono tanti posti a sedere in fondo.
Mi butto, scaraventando sedie, banchi, docente e lavagna interattiva (usata poco alla fine).
Manco mi siedo che il ragazzo fumatore a cui darò il nome di Danilo mi guarda con aria sospetta.
Pensa sia un baggiano.
Forse ha ragione.
-------------> Fine prima parte.
Un Abbacchio!
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