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venerdì 29 gennaio 2016

Racconto di una settimana di formazione! Terza Parte

"E' strano.
Mi trovo a mio agio in mezzo a queste persone.
Danilo, sebbene sia un disagiato quasi quanto me continua a scrutare sagome femminili che possano suscitare un SUO interesse interiore.
Vittorio, da che mondo è mondo, ha il tipico comportamento di chi ne sa su tutto, poi,in genere, abbassa lo sguardo quando è pentito.
Almeno così dice, mentre aveva davanti Giulia.
Tipica ragazza, fornita di palmares, che evidenzia caratteri tipici di un uomo, che, secondo lei, ci sta provando con la sua persona."

E' un team di ritardati, e io forse, ne sono il capo.
Gente fantastica, con cui andrò a cena fuori un giorno.
In un futuro lontano.
Siamo in quattro per ora.
In realtà, come ben vedremo dalla mia storia, si aggiungerà una ragazza che pratica l'apnea ad aria, un grafico versione femminile nettamente migliore di me (e probabilmente l'unica sana del gruppo), Jack, un cocainomane che gioca a basket, e il muto, chiaramente il numero uno.
Perchè si sa, chi non dice un cazzo, ha sempre ragione.


Sono tre ore e mezza che ci lanciamo sta palla rosa.
Ormai, dalla stanchezza, sto lanciando anche le mie.
C'è gente che si diverte.
Altri che fanno finta di divertirsi.
E lei, li, sempre in piedi.
Scopro, nell'arco della giornata, che la signora, o nostra docente che sia, ha una piccola casa editrice; e senza ulteriori indugi, le propongo questa figata di blog,
Parliamo di tutto.
Dalla sinossi alla manifattura, dal pubblicarlo con i miei soldi al ridere per pensare di pubblicarlo con i miei soldi.
Allora mi faccio avanti.
Lei vuole leggerlo questo blog, allora di tasca mia le scrivo, con una penna BIC, il sito.
Sono sicuro che mi richiamerà.
E arrivano le 13:00.

Partono le bombe a mano.
La gente suda di felicità...
Il cazzo.
Fa un freddo cane la dentro.
Cerchiamo di capire dove possiamo aumentare a dismisura la dimensione del nostro stomaco, quando, ad un certo punto Danilo, sparisce senza lasciare traccia di se.
Sto stronzo.
Il suo abbandono mi ferisce anima e corpo.
Non come farò io appena torna, ma quasi.

Spunta una ragazza dall'apnea, e fa: Ma andiamo all'American Graffiti!

Mentre la ricaccio sott'aria, penso che ha avuto una bellissima idea.
Quindi, prenoto e chiamo Vittorio.
Sarà lui, che mi farà d'autista.
Si aggiungono alla scorta, la donna-palmares con gli occhiali, il sub, e la "thegraphicdesigner".
Tanta roba.

Per arrivare all'American, Vittorio, che di guida ne sa, vìola circa tutti i codici della strada, tra cui il "non danneggiare camion parcheggiati da ore".
Taglia le rotonde, rutta a naso chiuso, alza il gomito e canta "non me lo so spiegare" di Tiziano Ferro.
Appena arriviamo la donna-palmares mi fa l'occhiolino.
Ci provo io, ma l'occhio mi fa male...era un avvertimento.
Sto cazzo di Vittorio mi ha dato una gomitata e mi ha fatto una serigrafia nera attorno alla pupilla.
Non la passerà liscia.
Da ultimo, scavalco la porta del locale.
Mi aspettano li.
Seduti, composti.
Sembriamo dei signori.
In realtà sto guardando il tavolo sbagliato.
Eccheccazzo.
Vittorio fa l'elicottero, mi accingo a raggiungerlo.

-----> Più avanti, la quarta parte. (di questo passo, prima di fare la settimana, auguri!)

Un Abbacchio!