Non ora almeno.
" Allor provammo a caricar di peso il nostro corpo,
e cantando in coro come i nani fecero,
stancati dal solo inizio storpio,
incontrammo un grande immenso facocero"
Il Don arrancava, e non solo lui.
La belva, che inizialmente pareva inoffensiva, caricava con il suo peso puntandoci lo stomaco.
Sentii che era giunta la nostra ora.
Potevo morire qua, presso un colle dove la vetta non arriva più, tra l'erba verde, il cielo azzurro e le caprette che fanno ciao.
Corse verso di noi con una ferocia inaudita, poi, a mezzo metro di distanza si fermò.
Cominciò a fissarci con quell'espressione di chi vuole che tu te ne vada, dove non necessita la violenza.
Il suo pensiero era stato talmente gentile che il Don mi disse: <<Fors, sarebbe megl, Se tu gli speak un thanks!>>
Aveva ragione, non potevo non ringraziarlo.
Avrei dovuto improvvisare una breve poesia, per rendere grazie a cotanta grazia.
Potevo morire qua, presso un colle dove la vetta non arriva più, tra l'erba verde, il cielo azzurro e le caprette che fanno ciao.
Corse verso di noi con una ferocia inaudita, poi, a mezzo metro di distanza si fermò.
Cominciò a fissarci con quell'espressione di chi vuole che tu te ne vada, dove non necessita la violenza.
Il suo pensiero era stato talmente gentile che il Don mi disse: <<Fors, sarebbe megl, Se tu gli speak un thanks!>>
Aveva ragione, non potevo non ringraziarlo.
Avrei dovuto improvvisare una breve poesia, per rendere grazie a cotanta grazia.
"Oh tu Immenso animale,
ti giudichi facocero o Re cinghiale,
la tua potenza è talmente sentita,
che vorrei proseguir o' salita.
Quindi puoi cortese spostarti,
altrimenti ch' io possa lanciarti.
E fidati che troverai pace!
In questo mondo,
o nella brace!"
Devo aver sbagliato qualcosa, perchè la bestia continuò la sua corsa verso di noi, con corno (?) appuntito e lingua biforcuta.
L' impatto sembrava imminente, quando, da un cespuglio spuntò Lei.
Excalibur, in tutta la sua pietravolezza!
Mi tuffai per estrarla dal cespuglio rotondo mentre il Don si preparava alla sua possibile ripartita.
Però, come Ezio ci insegna, la velocità è tutto e con una buona parte della mia forza colpii il grosso cinghiale, lasciandolo per terra intontito.
Il gelo, calò tra di noi.
Lo scambio di occhiatacce facevano si che non potessi più esser suo rivale.
Avevo capito tutto.
Io dovevo aiutare questo stolto, e lui avrebbe aiutato me.
<<Thanks, Virgil.>>
