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lunedì 17 marzo 2014

ANTEPRIMA DEL LIBRO.



PREMESSA:

Okay, cominciamo.
Da che cosa volete che parta?
Dal mio nome?
L'età?
Il mio codice fiscale?
Decidete voi.
So leggere le vostre menti... credo.
Basta questo per scrivere un libro, partendo da qualche post inserito all’interno di un blog?
Pensate che necessiti esclusivamente entrare nella mente di un lettore per suscitare l'interesse su quelle parole capite da molti e comprese da pochi?
Beh, ed io che ne so.
Sono solamente un giovane scrittore di campagna, che, non trovando un lavoro stabile ha deciso di prendere una passione e farne un impiego.
Avrò successo?
Sicuramente no; però omettiamo le sciocchezze per un momento, giusto il tempo di presentare me, e quello che state per andare a leggere.
Gabriele, Matteo ed Eleonora potevano essere i miei nomi, ma all’anagrafe è uscito Davide.
Ho ventidue anni, diplomato con sessantadue all’esame di maturità e una vaga sensazione che questo non interessi un cazzo a nessuno... compreso me.
Una sola ossessione: scrivere.
Oltre a varie partite alla Playstation ma questi sono dettagli.
Ho iniziato a fare lo speaker radiofonico all’età di sedici anni; ma quando mi hanno rifiutato per mancanza di fondi, ho deciso di mettere per iscritto quelle frasi che prima uscivano da un microfono.
Deluso e amareggiato provai in tutti i modi di rialzarmi, cercando lo spunto per far sorridere quelli che poco tempo prima erano ascoltatori.
Con l'aiuto della fantasia e della realtà mi sono cimentato nella realizzazione di un blog: IL BLOG DEL BARISTA.

INTRODUZIONE:

Partiamo dal presupposto che l'unico scopo per cui questi post hanno preso vita è la mia indole nel cercar di far ridere la gente, mostrando come alcune persone si comportano all’interno di un determinato ambiente; in questo caso un Bar.
"Molti" individui che leggeranno le pagine seguenti crederanno che si tratti più che altro di una specie di "diario" personale, ma non la metterei esattamente così.
Vedrei il tutto come una specie di storia, o racconto che sia, dove troviamo un protagonista (ovvero me medesimo, alla faccia della modestia) che, passando le giornate a lavorare all'interno di un locale in centro a Bologna, vive delle situazioni divertenti ma anche abbastanza traumatiche.
Analizzeremo il comportamento, le frasi fatte dai clienti, i pensieri di questi ultimi e qualche descrizione di ciò che avviene mentre mi riposo.
Praticamente le mie otto ore di lavoro.
Il libro che sto per presentarvi è un libero sfogo alla monotonia di quei poveri baristi che si alzano alle 05:00 del mattino pensando già alla chiusura.
Non risparmierò nulla sui soggetti (sempre anonimi) presi in causa.
Non tollererò la superficialità delle persone che entrano senza salutare, senza chiedere per favore neanche per sbaglio e soprattutto l’utilizzo del bagno in maniera incivile.
Sarà serio e ironico.
Sarà tutto quello che è entrato nella mia testa in questi due anni (pochino).
Voi lettori, potrete prenderlo come una guida alle buone maniere, un manuale di pensieri e attività o semplicemente una lettura divertente basata su certe azioni che nessuno riesce a captare, se non noi baristi.
Prima di tutto, un minuto di silenzio per i congiuntivi che sono morti per strada.

Bene, cominciamo.