PREMESSA:
Okay, cominciamo.
Da che cosa volete che parta?
Dal mio nome?
L'età?
Il mio codice fiscale?
Decidete voi.
So leggere le vostre menti... credo.
Basta questo per scrivere un libro, partendo da
qualche post inserito all’interno di un blog?
Pensate che necessiti esclusivamente entrare nella
mente di un lettore per suscitare l'interesse su quelle parole capite da molti
e comprese da pochi?
Beh, ed io che ne so.
Sono solamente un giovane scrittore di campagna, che,
non trovando un lavoro stabile ha deciso di prendere una passione e farne un
impiego.
Avrò successo?
Sicuramente no; però omettiamo le sciocchezze per un
momento, giusto il tempo di presentare me, e quello che state per andare a
leggere.
Gabriele, Matteo ed Eleonora potevano essere i miei
nomi, ma all’anagrafe è uscito Davide.
Ho ventidue anni, diplomato con sessantadue all’esame
di maturità e una vaga sensazione che questo non interessi un cazzo a
nessuno... compreso me.
Una sola ossessione: scrivere.
Oltre a varie partite alla Playstation ma questi sono
dettagli.
Ho iniziato a fare lo speaker radiofonico all’età di sedici
anni; ma quando mi hanno rifiutato per mancanza di fondi, ho deciso di mettere
per iscritto quelle frasi che prima uscivano da un microfono.
Deluso e amareggiato provai in tutti i modi di
rialzarmi, cercando lo spunto per far sorridere quelli che poco tempo prima
erano ascoltatori.
Con l'aiuto della fantasia e della realtà mi sono
cimentato nella realizzazione di un blog: IL BLOG DEL BARISTA.
INTRODUZIONE:
Partiamo dal presupposto che l'unico scopo per cui
questi post hanno preso vita è la mia indole nel cercar di far ridere la gente,
mostrando come alcune persone si comportano all’interno di un determinato ambiente;
in questo caso un Bar.
"Molti" individui che leggeranno le pagine
seguenti crederanno che si tratti più che altro di una specie di
"diario" personale, ma non la metterei esattamente così.
Vedrei il tutto come una specie di storia, o racconto
che sia, dove troviamo un protagonista (ovvero me medesimo, alla faccia della
modestia) che, passando le giornate a lavorare all'interno di un locale in
centro a Bologna, vive delle situazioni divertenti ma anche abbastanza traumatiche.
Analizzeremo il comportamento, le frasi fatte dai
clienti, i pensieri di questi ultimi e qualche descrizione di ciò che avviene
mentre mi riposo.
Praticamente le mie otto ore di lavoro.
Il libro che sto per presentarvi è un libero sfogo
alla monotonia di quei poveri baristi che si alzano alle 05:00 del mattino
pensando già alla chiusura.
Non risparmierò nulla sui soggetti (sempre anonimi)
presi in causa.
Non tollererò la superficialità delle persone che
entrano senza salutare, senza chiedere per favore neanche per sbaglio e
soprattutto l’utilizzo del bagno in maniera incivile.
Sarà serio e ironico.
Sarà tutto quello che è entrato nella mia testa in
questi due anni (pochino).
Voi lettori, potrete prenderlo come una guida alle
buone maniere, un manuale di pensieri e attività o semplicemente una lettura
divertente basata su certe azioni che nessuno riesce a captare, se non noi
baristi.
Prima di tutto, un minuto di silenzio per i
congiuntivi che sono morti per strada.
Bene, cominciamo.
