Pages

venerdì 18 dicembre 2015

"A colazione con una donna" 2a parte

E' un po' come quando cerchi di piacere a una persona mostrando te stesso, senza inganni, apparenze, e tutto quel che di negativo possiede la menzogna.
Stavo semplicemente chiaccherando delle cose che mi interessano, del mio essere e di quello che mi piacerebbe fare in futuro.
Le ore passate a tirare a canestro sperando, un giorno, di diventare abbastanza bravo da farlo come lavoro.
I mille modi in cui cerco di fregare il mio datore di lavoro senza riuscirci.
Insomma, ero sempre, constantemente, solo io che parlavo.
Avevo già un po' rotto i coglioni.
Lo notai quando al primo Brandy, ne aggiunse un secondo, con un plus di doppia vodka in bicchiere separato e un grappino per buttar giù.
Ma avevo bisogno di sentire la sua voce, angelica e soave voce.
Allora le feci una semplice domanda:

"Ti andrebbe di fare un giro?"

La risposta, fu un rutto bitonale che fece diventare mori perfino i capelli tinti di Malgioglio.
Una nausea finissima che stimolava l'olfatto al solo scopo di portare tristezza e malattie in una persona.
La mia sfortuna, a quel punto, era starle davanti.
Ma non mi arresi.
La tirai su di peso; in fondo era magra.
Mi cadde, scivolandomi tra le braccia e battendo la testa sul mio ginocchio.
Atterrando, il vestito si sporcò di tutto quell' alcool che, da sola, era riuscita a buttar giù.
Per dire, il camionista Svedese di origini Russe al tavolo vicino al nostro era sobrio.

----------------------------------------------------------------------

La portai fuori dal locale con ancora il vestito bagnato.
A quel punto mi venne un dubbio sulla reale sorgente dell'umido tra il cotone.
Sul momento, infatti, il ricordo di una chiaccherata alla cui base c'era la sua difficoltà nel trattenere i liquidi vaginali in presenza di tanto alcool e molti uomini.
E io, si sa, valevo per tre.
Chissà.
La poggiai delicatamente su una sedia in pietra appena arrivati in un giardinetto nei pressi della stazione di Bologna.
Il luogo adatto se vuoi camuffare una persona per bene in una alcolizzata.
Tentai di svegliarla cantandole una canzoncina sulla base di "Angelo" di Francesco Renga:

"An-ge-laaa,
prenditi cura, di meee,
io non sooo,
se prender pizzaaa,
oppure i pop corn,
col caldo che faaa"

E mentre i soldi cominciavano e essere parecchi nel cappello che rubai a un signore, lei si svegliò.
Mi guardò dritto negli occhi con lo sguardo perso e confuso.
L'alito, aveva incenerito l'aria intorno a noi.
Si avvicinò alla mia bocca e disse...



Abbacchio,
alla prossima bella gente.

Il Vero Barista Story