Pages

martedì 4 giugno 2013

Storia del libro.

Bisogna attuare un cambiamento radicale sui temi di questo blog.
Dovrei fermarmi di più sul metodo di scrittura, affrontare temi più profondi e inerenti alla mia pseuda attività di barman, spiegare nei dettagli tutto quello che vedo o sento, e magari, una volta ordinato il tutto, si potrebbe tirare fuori qualcosa di interessante.
Non è facile scrivere un libro.
Ci sono pagine, copertine, sommari, ringraziamenti...
In più nel momento in cui vuoi iniziare, ti ritrovi li, davanti a uno schermo, e pensi a una cosa sola...il titolo.
E ti blocchi.
Abbandoni perchè al primo ostacolo, l'essere umano si butta giù, non riesce a rialzarsi, e resta li immobile per ore fino a quando molla del tutto.
Anche io una volta feci lo stesso, davanti a un foglio, al mio libro.
Il titolo mi bloccava, ma tra tutte le idee che avevo in testa, solo una fu quella che ebbe voce...vaffanculo al titolo!
Forse molti di voi vivono la propria vita come un libro di Dan Brown (o per gli amici Don), applicando al testo i propri sentimenti creando una sorta di magia illusoria che si dilegua esternamente anche nella realtà.
Altri si fermano al titolo, scritto, ma vuoto all'interno, come se mancasse la voglia di metter giù due righe, o anche uno sputo di frase.
Io sono un caso a parte.
Tolgo le stronzate psicologiche che ho scritto fino ad ora (che non hanno manco senso) esponendo il movente che mi blocca nel fare un libro.
Easy.
Purtroppo mi manca la concentrazione necessaria per stare ore a fissarmi su un qualcosa che non conosco cercando di esprimerlo in maniera adeguata.
Mi blocco al titolo; che comunque ho scritto: Grazie.